In data lunedì 22 luglio 2013 si è tenuto il terzo consiglio comunale della nuova Amministrazione Guido. Punto centrale dell’ordine del giorno,nonostante il cambio di ordine imposto a maggioranza, la discussione in merito alla destinazione della villetta di Via Gramsci.
COME BUTTARE UN VOTO
Con una semplice alzata di mano da parte della maggioranza, e di una astensione dell’opposizione, viene approvato il Piano Regionale dei Rifiuti.Tale piano ridisegna la nuova gestione dei rifiuti nella Regione.
Chiedere, discutere e illustrare in sintesi le linee programmatiche che il Comune intende adottare per attuare questo piano forse risultava oltremodo dispendioso ed intellettualmente impegnativo.
Ad esempio come e quali sono le strategie per incrementare la raccolta differenziata che passa necessariamente da una selezione a monte dell’umido, punto strategico per rispettare gli obblighi imposti per legge in tema di percentuali di materiali differenziati, recuperati e riciclati?
Sul sito della Regione Puglia è possibile consultare le centinaia di pagine per comprendere che nell’ottica regionale si prevedono anche soluzioni di incenerimento utilizzando siti cementieri, contro la cui soluzione già battaglie a livello provinciale sono state intraprese da associazioni, partiti e movimenti locali e la stessa soluzione snaturerebbe la valorizzazione efficiente e sostenibile dei rifiuti.
Nessun amministratore ha relazionato in merito a tale Piano Regionale dei rifiuti e NON sono state rese note le motivazioni di tale approvazione in Giunta.
TRASPARENTI COME UN MURO DI CEMENTO
In concomitanza del suddetto consiglio alcuni cittadini del M5S avevano chiesto di riprendere le fasi del consiglio comunale in streaming.
Tale richiesta è stata negata dagli uffici e motivata in sede di Consiglio da una sterile dichiarazione del Presidente a cui non è seguita alcuna considerazione nè della maggioranza e nemmeno dell’opposizione, nonostante tale tematica sia stato un punto di forza nei programmi e comizi durante la campagna elettorale da parte di TUTTE le compagini… Siamo arrivati a quasi 60 giorni e a 3 consigli comunali, ma nessun regolamento è stato redatto o integrato neanche si stesse studiando il Piano Regionale dei Rifiuti.
UNA PARTITA A PING PONG SU VIA GRAMSCI
La lunga storia della villetta all’ingresso del Paese è descritta dall’opposizione in modo dettagliato a colpi di numeri di delibere.
È la storia di oltre un lustro, di cui ormai i cittadini che seguono l’argomento sono a conoscenza, ma la stragrande maggioranza dei monteronesi è ignara della possibile, forse concreta, ipotesi di trasformazione a parcheggio.
La discussione è andata avanti per più di un’ora facendo rimbalzare da maggioranza a opposizione una proposta che non evidenziava nessuna presa di posizione netta. Tutti, come quasi a lavarsene le mani, hanno affermato che è necessaria una consultazione con le associazioni e i cittadini per trovare la migliore soluzione.
Quindi, dopo cinque anni, tra concorsi di idee, raccolte firme,mobilitazioni, dichiarazioni tecniche e politiche di vari attori del territorio, in consiglio comunale nessuno ha ancora idea di cosa se ne dovrà fare della villetta di Via Gramsci.
L’opposizione ha avanzato la proposta di una sosta con disco orario nelle vie limitrofe (Via De Gasperi e via Gramsci) che, come ribadito da Monteroni Bella, e affermato da Monteroni a Sinistra e dal Movimento Cinque Stelle, in occasioni precedenti, è stata già oggetto di ristrutturazione volta alla creazione di nuovi parcheggi.
Probabilmente il disco orario dovrebbe essere, in tale zona, già una soluzione adottata in tempi non sospetti, almeno nelle ore diurne, vista la tipologia di attività presenti, ma si dice, che per poter attuare questo strumento, ci vuole un Piano Traffico…ehhhh già Piano Traffico, questo sconosciuto…
Ritornando a via Gramsci la soluzione al problema passa anche e soprattutto da un nuovo approccio alla mobilità da parte della cittadinanza e dovrebbe vedere impegnata l’Amministrazione, in primis, non solo sbandierando la realizzazione di nuovi parcheggi, ma facendoli utilizzare in modo efficiente come quello di via Roma, che aveva la finalità di svuotare Piazza Falconieri dalle automobili. Ma al contrario nulla è cambiato: il parcheggio di via Roma è sempre vuoto quando Piazza Falconieri è piena di auto, a dimostrazione del fatto che la soluzione ad una mobilità sostenibile non sta solo nella creazione di parcheggi.
Lo sterile ping pong di battute tra maggioranza e opposizione, che non facevano altro che ripetere le stesse cose, ha prodotto, dal punto di vista politico, un nulla di fatto rinviando la proposta di incontri e consultazioni pubbliche per sentire le varie parti e trovare una soluzione condivisa, per carità leggittimissime e auspicate da troppo tempo, ma evidentemente è il classico capro espiatorio per non assumere responsabilità e per dimostrare la mancanza di programmazione del territorio.
MONTERONI A SINISTRA, in merito alla futura destinazione dell’area verde di Via Gramsci, ha già espresso le sue considerazioni, esse mirano al recupero di tale area nell’ottica della creazione di un’area verde fruibile da parte di tutta la cittadinanza senza che alcun metro quadro venga adibito a parcheggio, e senza che si metta l’interesse del privato davanti a quello del cittadino, perché niente è legittimo per il privato se si ledono i diritti della collettività.
Il MaS. è convinto della necessità che l’area verde di Via Gramsci rimanga tale per i seguenti motivi:
· presenza di un parco in una zona centrale della città, attualmente inesistente;
· possibilità di utilizzo dell’area da parte degli alunni delle scuole adiacenti, e non solo, per attività didattiche;
· possibilità per le attività commerciali della zona di una maggiore fruibilità dei loro esercizi con una conseguente e positiva ricaduta economica (unico interesse legittimo per il privato).
La difesa dell’area verde di Via Gramsci deve rappresentare per Monteroni non solo un fine, ma anche e soprattutto un mezzo per l’attivazione di un processo di riappropriazione e vivibilità degli spazi pubblici nell’ottica del rispetto dei beni comuni e dell’ambiente come in altre parti del mondo (Piazza Taksim, Istanbul qualche settimana addietro).
La difesa della democrazia parte anche dalla salvaguardia di un parco pubblico, e l’interesse di uno o pochi commercianti non deve prevalere sul Bene Comune, visto e considerato che stiamo parlando di una una delle pochissime aree verdi in una incontrollata giungla di cemento quale Monteroni.
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