
Monteroni 11 Maggio, ennesima giornata finalizzata alla pulizia delle aree verdi presenti nel contesto (Via Tito Schipa e il parchetto di via Gramsci).
Se da un lato queste iniziative fungono da vettore per far accrescere l’attenzione della cittadinanza nei confronti del rispetto dell’ambiente, dall’altro è altrettanto logico riflettere sull’efficacia di tali iniziative.
- Che senso ha pulire un’area chiusa (villetta Gramsci) sulla quale, incombono progetti che ne stravolgeranno la destinazione d’uso?
- Ma cosa ci sarà da pulire in un’area delimitata da ringhiere, cancelli e lucchetti?
Addirittura molto più pulita rispetto alle strade non “presidenziali” del paese.
La situazione dell’abbandono dei rifiuti è peggiore facendo un giro tra le campagne monteronesi.
Tantissime persone impegnate a passeggiare o a correre a piedi, in bici e/o in compagnia convive ogni giorno tra cumuli di rifiuti, pneumatici, carcasse di vecchie tv e amianto.
Chiediamo, pertanto, a questa amministrazione di perseguire le attività di sensibilizzazione per il rispetto dei luoghi pubblici. Con una piccola differenza: concentrare gli sforzi sui luoghi che sono già frequentati dalla comunità monteronese e non solo, cercando anche gli spunti per valorizzarli.
In merito al parchetto di Via Gramsci, il MaS crede che l’unica azione che deve essere fatta è quella di mettere in sicurezza tale spazio e riaprirlo al pubblico.
Quello che si andrà a fare domenica in quel parco è solo un’azione fine a se stessa, in quanto quei cancelli saranno aperti solo per poche ore. Per permettere alla cittadinanza di togliere qualche erbaccia, qualche bottiglia e qualche cartaccia. Subito dopo quei cancelli saranno nuovamente chiusi e rappresenteranno il simbolo della negazione degli spazi sociali alla collettività.
Quello che si andrà a fare domenica in quel parco è solo un’azione fine a se stessa, in quanto quei cancelli saranno aperti solo per poche ore. Per permettere alla cittadinanza di togliere qualche erbaccia, qualche bottiglia e qualche cartaccia. Subito dopo quei cancelli saranno nuovamente chiusi e rappresenteranno il simbolo della negazione degli spazi sociali alla collettività.
Da questa giornata di pulizie deve partire un progetto di rivalutazione del luogo, volto alla fruibilità dello stesso. Se così non sarà, allora noi preferiamo che quella vegetazione spontanea, e che rappresenta la Natura, si riprenda ciò che l'uomo gli ha sottratto senza alcun beneficio per lo stesso.





















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