Slogan

La speranza ha due bellissime figlie: lo sdegno e il coraggio... Lo sdegno per la realtà delle cose; il coraggio per cambiarle. (Pablo Neruda)

martedì 23 dicembre 2014

NOI VITTIME DEL LORO INGEGNO

Il Movimento Monteroni a Sinistra si tira fuori dalla sterile discussione in atto in questi giorni in merito alle dimissioni dell'ex Sindaco Lino Guido e della sfiducia firmata da nove consiglieri, di cui quattro di maggioranza. Dimissioni e sfiducia che sono stato oggetto di una corsa contro il tempo a chi prima sarebbe arrivato negli uffici comunali. 


PASSEGGIANDO IN TANGENZIALE
L'approccio a questa triste vicenda cittadina deriva dalla ovvia previsione dell'epilogo di questa amministrazione, che si preannunciava durante la formazione delle liste per le amministrative del 2013. Una serie interminabile di riunioni, passeggiate in auto sulla tangenziale, incontri nei quali ognuno metteva in atto le sue teorie della strategia delle alleanze. Accordo, sintesi, progetto, trasversalità, tavolo, conta dei voti. Queste sono state le parole d'ordine che hanno preceduto la scorsa campagna elettorale. Al balletto della formazione delle liste hanno preso parte anche due consiglieri di maggioranza ed un assessore (i tre di Innovamonteroni) che, a loro dire, la prossima tornata elettorale la vivranno da spettatori ma che fino a pochi giorni prima criticavano l'operato della passata amministrazione ed esortavano al cambiamento e all'innovazione,dando in sostanza un'alternativa al sindaco uscente.
A contendersi il governo della città, oltre alle liste del M5S e Progetto Civico Unito, c'era quella capeggiata da Antonio Madaro (Monteroni Bella). In quest'ultima lista un ruolo importante lo ha avuto il PD che tuttavia non è stato in grado di dare all'elettorato la possibilità di una lista di centro sinistra in quanto anche lui preoccupato a far tornare i conti della vittoria. Risultato che poi non è arrivato, nonostante gli 800 voti di un consigliere molto corteggiato fino all'ultimo da entrambi gli schieramenti. Vittoria che non è arrivata anche perchè una fetta importante di elettorato monteronese tradizionalmente vicino al centro sinistra, non si è riconosciuto in quel progetto politico. 


LA PAURA DI PERDERE
Chi sono i colpevoli dell'ennesimo commissariamento del Comune di Monteroni? Il Sindaco? I consiglieri di maggioranza che hanno firmato la sfiducia insieme alla minoranza? La stessa minoranza che non ha ben carpito il ruolo di una opposizione in consiglio comunale? La colpa è di tutti i protagonisti di questa vicenda proprio perchè la base su cui si fondavano le liste, che fino a pochi giorni fa sedevano in consiglio comunale, era la paura di perdere. O meglio, per qualcuno, la stanchezza di perdere. 
La colpa è loro ma a perdere è stata tutta la città di Monteroni. La Monteroni dei progetti politici scritti in fretta e in furia a ridosso delle elezioni e che è invece orfana, da oltre vent'anni ormai, di un percorso politico imperniato sulla centralità dell'individuo e sulla riappropriazione degli spazi sociali. Ridare vita alle sue piazze, alle vie, riaccendere il dibattito politico oramai lontano dai pensieri della gente, perchè nauseata dalle sue dinamiche a vari livelli e non solo quello comunale. Aprire un confronto dinamico e continuo tra i diversi punti di vista di intendere la società e il suo sviluppo economico e sociale. Far comprendere alla cittadinanza che la politica non è una cosa per pochi fortunati ma una questione che deve riguardare la collettività, perchè quando un individuo entra in cabina elettorale decide per il suo futuro e quello dei propri figli. E tale azione deve essere consapevole e non può ridursi alla logica del voto utile e alla preferenza data al parente o al conoscente. 
Monteroni ha l'urgente bisogno di riscoprirsi comunità, di vivere la propria città e di evitare per quanto possibile l'influenza della vicinanza al capoluogo, che molti dei nostri interessi ha assorbito. 
La comunità di Monteroni non ha bisogno dei palchi e dei comizi elettorali, dei santini distribuiti casa per casa e delle promesse. Un comune che si fregia del titolo di cittadella universitaria ha l'urgente bisogno di mettere al centro della discussione la cultura e il vero significato della politica, che si materializzerà solo quando non serviranno palchi o relatori dietro un tavolo apparecchiato di fiori e microfoni ed un pubblico davanti. La politica, quella vera, è militanza, è sentirsi parte di una comunità e mettersi al servizio di essa secondo il proprio tempo e le proprie capacità. 


AVANTI POPOLO
Noi come gruppo siamo sul territorio da un anno e mezzo, nel nostro piccolo, e con le poche forze a disposizione, lo facciamo ogni giorno, parlando dei valori della Resistenza (condivisibili o no ma di certo argomento attorno al quale è possibile creare dibattito e confronto, come lo è stato ad ottobre), delle atrocità delle guerre di occupazione come quella in Palestina, organizzando dei momenti che spingano alla coesione sociale. Lo facciamo mettendo a conoscenza della cittadinanza la costruzione di una centrale a biometano sul territorio di Monteroni e seguendo la questione. Un progetto di cui già alla fine di aprile la Regione Puglia aveva dato comunicazione sul suo portale, con la documentazione che giaceva negli uffici del Comune di Monteroni da fine settembre e di cui nessun consigliere sia di maggioranza che di minoranza aveva avvisato la comunità. Questo a dimostrazione del fatto che per fare politica non è necessario rivestire un ruolo ma semplicemente credere in dei valori e idee. 
Solo attraverso la costruzione di un percorso politico è possibile realizzare un progetto credibile e scevro da qualsiasi calcolo matematico finalizzato alla vittoria. Perchè, e la caduta di questa amministrazione lo ha dimostrato, quando l'importante è vincere a perdere sono tutti. 
Questa è l'idea di politica che ha in mente il MaS e che è lontana da chi oggi si appresta a riorganizzarsi per la prossima campagna elettorale e che quindi non ci vedrà loro interlocutori. Le condizioni per una eventuale competizione elettorale sono da ricercare altrove, e a dire la verità non ne sentiamo la necessità. Dimostrazione del fatto che il MaS, a differenza di tanti altri movimenti nati a ridosso delle amministrative e scomparsi il giorno dopo le elezioni, si è costituito subito dopo la tornata elettorale con l'intento di riportare al centro della discussione politica la sinistra, che in questa città ha una sua storia che purtroppo è andata persa. Per noi fare politica vuol dire portare avanti le idee di una sinistra anticapicapilista e metterli in pratica al di fuori della sola logica elettoralistica. E crediamo che in questo anno lo abbiamo ampiamente dimostrato.

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