C’è
una crisi della rappresentanza politica della sinistra a Monteroni?
Indubbiamente si. E’ una crisi che in larga parte ha conosciuto una dimensione clamorosa accentuata dal fatto
che, a differenza del passato non possiamo indicare un partito che sia
maggioritario del movimento operaio e delle classi subalterne.
Oggi
quell’ universo e’ morto. Nelle condizioni storiche attuali segnate dalla più
grande crisi capitalistica degli ultimi ottant’anni, le classi dominanti non
hanno più nulla da dare, ma solo da togliere. Ed e’ proprio in questa
prospettiva che le politiche riformiste
attuate del Centro-Sinistra hanno rivelato la loro straordinaria crisi di
rappresentanza; una crisi che si affaccia sia a livello nazionale, sia a
livello locale;una crisi che vede tra gli attori principali lo stesso
Centro-Sinistra e il Centro-Destra che partecipando attivamente ed insieme al
banchetto della devastazione, stanno portando il Paese verso un massacro
sociale senza precedenti.
Con
le sue politiche liberiste, il Centro-Sinistra a Monteroni, quando è stato
chiamato a governare, si è caratterizzato per le stesse politiche di saccheggio
del territorio e per una visione alquanto miope rispetto ai vari comitati d’
affare composti da politici corrotti, burocrati parassitari, affaristi e
palazzinari che da 30 anni ammorbano il nostro paese. Trent’ anni in cui abbiamo
assistito inermi allo scippo di Villa Misrachi, data in pasto alla speculazione
edilizia e che priva il paese di un meraviglioso parco pubblico e di un polmone
verde caratterizzato da specie vegetative senza pari. Per non parlare delle
lottizzazioni votate all’ unanimità e che hanno lasciato mani libere ai
palazzinari per poter vomitare cemento e deturpare il territorio senza nessun
criterio urbanistico. Ed ancora, la vicenda del Velodromo degli Ulivi con i
vari milioni di Euro stanziati per la sua rinascita ma che sono serviti ad
arricchire le tasche di qualche comitato d’ affari ed a svuotare quelle dei
contribuenti. E cosa dire poi della vergognosa vicenda dell’ abbattimento del
Cinema Italia, vero scempio alla memoria storica, affettiva e culturale, che
come effetto ha avuto solo un acuirsi della disgregazione sociale ed una
mortificazione delle coscienze.
Ora
per voltare pagina vi e’ la necessità di una sorta di “elaborazione del lutto”
e noi del M.aS. vogliamo dare un contributo in tal senso.
(1)
Elaborare
il lutto significa abbandonare il fantasma di un centro-sinistra illuminato con
cui si possono fare o realizzare compromessi virtuosi; la rappresentanza
politica della Sinistra a Monteroni deve nascere su nuove basi. Va posta con
chiarezza la linea di divisione tra chi stà con i lavoratori e chi stà contro;
tra chi stà con la povera gente e chi stà contro; tra chi sta con gli onesti e
chi no. In mezzo a tutto ciò non vi è nessuna collocazione possibile.
(2)
Bisognerebbe
avere la forza di erigere una diga che arresti la valanga di marciume che ci
stanno gettando addosso. Allora o irrompe sullo scenario politico monteronese
la forza dei lavoratori per arginare questa valanga oppure per tutti noi e per
i nostri figli ci sarà un futuro molto cupo.
(3)
O
la Sinistra e il movimento operaio si dota di un programma tanto radicale
quanto radicale è stata la valanga di
marciume che ci hanno gettato addosso, o la barbarie con la quale si è governato
negli anni passati continuerà ancora a lungo.
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