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La speranza ha due bellissime figlie: lo sdegno e il coraggio... Lo sdegno per la realtà delle cose; il coraggio per cambiarle. (Pablo Neruda)

mercoledì 24 giugno 2015

AMMINISTRARE VUOL DIRE AGIRE ANCHE POLITICAMENTE

Chi fugge da quei contesti ha tutto il diritto di vedersi garantito un futuro migliore e le nostre comunità hanno il dovere non solo di ospitarli ma di intraprendere insieme a loro le azioni necessarie a combattere le ingiustizie su cui si basa la nostra economia, a costo di rinunciare a qualcosa. Che il più delle volte è il superfluo.
NEL MENTRE…
Mentre i nuovi inquilini del palazzo comunale stavano sistemando le scrivanie,
Mentre i cittadini sono alle prese con la gara di svuotamento delle cantine e conferimento dei rifiuti per evitare l’ecotassa,
Mentre incombe la costruzione di un impianto di trattamento rifiuti con produzione di biometano.
Mentre accadeva tutto ciò…
Monteroni viene investita da un’altra vicenda: quella del trasferimento di circa 100 richiedenti asilo in una struttura privata e gestita da una cooperativa, la Senis Hospes. Il fatto ha determinato un acceso dibattito tra i favorevoli ed i contrari.

RINUNCIA AL SUPERFLUO
Coloro che oggi stanno raggiungendo le coste italiane sono persone che fuggono da guerre, violenze e fame. Spesso alimentate, se non determinate, dalle nostre politiche e soprattutto dalle nostre economie liberiste e che guardano solo ed esclusivamente al profitto dei pochi a scapito dei tanti che fuggono verso l’Europa, il continente chiuso all’accoglienza e aperto quando si tratta di conquistare e destabilizzare i Paesi africani. Queste persone stanno venendo a chiederci il conto di più di un secolo di colonizzazione e depredamento delle loro risorse. L’Europa, e soprattutto l’Italia, è un territorio povero di risorse minerarie e di petrolio e altri combustibili fossili. Ma allo stesso tempo detiene redditi pro capite più alti di quei Paesi detentori di quelle stesse risorse. L’economia occidentale si regge grazie a ciò che non ha e cerca di conquistarlo giorno per giorno con la corruzione di governi conniventi con le grandi multinazionali che sfruttano quelle genti e massacrano quei territori.
Chi fugge da quei contesti ha tutto il diritto di vedersi garantito un futuro migliore e le nostre comunità hanno il dovere non solo di ospitarli ma di intraprendere insieme a loro le azioni necessarie a combattere le ingiustizie su cui si basa la nostra economia, a costo di rinunciare a qualcosa. Che il più delle volte è il superfluo.

UN POPOLO DIVISO È UN POPOLO SCONFITTO
Se un italiano non ha i soldi per pagare l’affitto non è colpa dell’immigrato, ma di una distribuzione della ricchezza asimmetrica e che tende sempre verso il potere finanziario.
- Se oggi i servizi pubblici tendono a diventare privati,
- Se oggi la sanità è sempre meno efficiente e più costosa,
- Se oggi il lavoro è sempre più precario e meno pagato,
la colpa non è degli immigrati ma di un progetto politico che mira alla privatizzazione dei servizi e dei beni pubblici e alla riduzione dei diritti che è sinonimo di riduzione dei costi da parte dei detentori dei capitali.
L’accoglienza è un dovere ed è soprattutto un dovere dialogare con questi popoli, cercando di combattere le cause e non gli effetti, altrimenti alimenteremo quella guerra fra poveri che non fa altro che frantumare la coesione del popolo.
Un popolo diviso è un popolo sconfitto ed inconsapevolmente complice della sua condizione.

QUESTIONE DI STATO
Nessuno deve speculare sulle disgrazie di queste genti e tantomeno i soggetti privati italiani. Qui bisognerebbe discutere del nocciolo della questione. Bisognerebbe capire che l’assistenza dei richiedenti asilo deve essere una questione di Stato. Quando si demanda al privato le situazioni di illegalità possono sorgere. Come sono sorte nella Capitale.
Questo stato delle cose va combattuto. Tale battaglia DEVE essere politica. Mettendo in evidenza le contraddizioni di una gestione privata delle necessità dei migranti, agevolando il dialogo tra le comunità residenti e gli immigrati che già risiedono nei nostri comuni al fine di sfatare paure e miti e favorire l’integrazione.

AMMINISTRARE VUOL DIRE AGIRE ANCHE POLITICAMENTE
È necessaria una presa di posizione da parte di tutti, al fine di fare chiarezza sulle stesse posizioni. Solo in questo modo si potrà capire il vero panorama politico in merito alla questione dell’immigrazione a Monteroni.
Oggi invece quello che si nota è sempre la sterile polemica sul chi sapeva e non ha parlato (qualora ci fosse chi sapeva prima di adesso) su chi garantirà la sicurezza dei cittadini, sul perché proprio a Monteroni e non altrove.
Si cerca di tranquillizzare i cittadini che tutto procederà nel migliore dei modi, qualora questa comunità di migranti dovesse arrivare a Monteroni.
Si elogia lo spirito di accoglienza dei monteronesi perché ispirata ai valori cristiani (che speriamo non siano quelli esternati al Family Day dello scorso 20 giugno).
Ma di una considerazione politica neanche l’ombra.
- Cosa pensa il Sindaco dei flussi migratori di questi ultimi mesi?
- Quali sono le azioni da intraprendere in merito?
- Come deve agire la Pubblica Amministrazione nei confronti di tale emergenza?
- Quali sono le iniziative da intraprendere a livello di politica estera?
- Cosa ne pensano i consiglieri di maggioranza di centrodestra?
- Quali sono le considerazioni politiche che fanno gli esponenti del PD e della società civile?
- Quali sono le posizioni che l’Amministrazione sta esponendo ai cittadini delle vie limitrofe?
Non risposte di carattere locale, ma a livello più generale. In questi giorni si sta notando un certo silenzio da parte dell’Amministrazione in merito a tale questione.
Sarà perché si sta cercando di capire come risolvere il “problema”?
Si sta cercando il cavillo burocratico per tentare di “respingere” questi richiedenti asilo?
Qualora vi fossero delle irregolarità o inadempienze da parte dei proprietari della struttura o di chi la andrà a gestire è bene che si intervenga. Ma si sappia che quella non è una risposta politica ma solo una soluzione ad una situazione di emergenza non dei migranti ma del nostro Comune. Monteroni dall'Amministrazione credo che debba aspettarsi anche altre risposte… POLITICHE.
Amministrare vuol dire agire anche politicamente e non solo stando rinchiusi negli uffici, cercando di trovare il modo per placare gli animi di una parte della comunità per ridare nuovamente la buonanotte al confronto politico a questa Monteroni che invece necessita, attraverso la politica, di rivivere il confronto (non solo su facebook) e gli spazi sociali.

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